Bitcoin e Terra-Luna: la situazione nel dettaglio

Crollo del mercato crypto con picchi tra i più bassi degli ultimi mesi. Quali sono stati i motivi che hanno portato alla caduta del Bitcoin?

Nella settimana del 9 maggio 2022 c’è stato un crollo del mercato delle criptovalute, con il Bitcoin (BTC) che è sceso sotto la soglia di 27.000$, il picco più basso degli ultimi dieci mesi. Il prezzo è quindi crollato di oltre l’11% in 24 ore e di oltre il 20% in una settimana. Il tutto per rimbalzare dopo pochi giorni a oltre 30.000$, entrando così in una fase di assestamento. Cosa succederà in futuro? La risposta non è certa, ma sicuramente si sa che questo genere di oscillazioni sono solite nel mondo delle criptovalute. Per questo è importante non farsi prendere dal panico e capire bene la situazione per decidere come comportarsi.

Di seguito, si può trovare un’analisi approfondita, dal punto di vista tecnico, del recente crollo dei Bitcoin.

Il crollo di Bitcoin: spiegato passo per passo

Qual è stata la concatenazione di eventi che ha portato alla caduta di Bitcoin? Esistono diverse teorie, ancora finora non confermate, che spiegherebbero l’accaduto.

Di seguito la più verosimile:

  • L’Hedge fund statunitense Citadel LLC prende in prestito OTC 100.000 Bitcoin da Genesis Trading, un broker specializzato in servizi crypto;
  • Citadel converte sul mercato 25.000 Bitcoin in TerraUSD (UST);
  • Citadel vende sul mercato 75.000 Bitcoin facendo crollare il prezzo di Bitcoin a 30.000$;
  • Citadel vende sul mercato gli UST, precedentemente acquistati tramite la vendita di 25.000 Bitcoin, tentando di rompere il cambio 1:1 con i dollari, fiat money.
  • L’algoritmo per rispondere a questa pressione di mercato brucia LUNA e acquista UST.
  • Le enormi vendite fanno calare sia il prezzo di LUNA, sia il prezzo di UST;
  • Per la prima volta, sul mercato non c’è più 1$ di LUNA (il token di “riserva”) per 1$ di UST, la Stablecoin.
  • La LFG tenta di sostenere sia la Stablecoin che LUNA vendendo sul mercato Bitcoin.

Questa vendita va a rafforzare le pressioni ribassiste su Bitcoin già presenti a seguito della vendita dei 75.000 Bitcoin.

  • Il mercato, scontando che le riserve di Bitcoin stanno perdendo velocemente di valore e che le riserve di LUNA si sono già esaurite, finisce in una sorta di “bank run” per uscire sia da LUNA che da UST.

Bene, ora chiariamo alcuni concetti.

Cos’è una Stablecoin, quali tipologie esistono e a cosa servono

L’obiettivo delle stablecoin è quello di colmare efficacemente il divario tra moneta fiat e criptovaluta, ridurre la volatilità di queste ultime e consentire arbitraggi tra broker e blockchain in ambito crypto-crypto. Le stablecoin sono un tentativo verso l’integrazione dei mercati finanziari tradizionali con la finanza decentralizzata (DeFi).

Stablecoin: una tassonomia

Le stablecoin sono valute digitali coniate su una blockchain e sono tipicamente identificabili in una delle seguenti strutture.

1) Fiat-backed oTraditional Collateral (Off-Chain)

Le stablecoin più popolari sono sostenute 1:1 da moneta fiat. Poiché il collaterale sottostante non è un’altra criptovaluta, questo tipo di stablecoin è considerato un asset off-chain. Le garanzie reali Fiat restano in riserva presso un emittente centrale o un istituto finanziario e devono ovviamente rimanere proporzionate al numero di stablecoin in circolazione.

Per esempio: se un emittente ha 10 milioni di dollari di valuta fiat, può distribuire solo 10 milioni di stablecoin, ciascuno avrà valore di un dollaro. Tra le maggiori stablecoin per capitalizzazione di mercato troviamo Tether (USDT), il dollaro Gemini (GUSD), True USD (TUSD), e Paxos Standard (PAX).

2) Crypto Collateral (On-Chain)

Come suggerisce il nome, questo genere di stablecoin sono supportate da un’altra criptovaluta come garanzia. Questo processo avviene on-chain ed impiega smart contract invece di fare affidamento su un emittente centrale. Al momento dell’acquisto di questo tipo di stablecoin, si blocca la criptovaluta in uno smart contract per ottenere un ammontare di criptovaluta di pari valore rappresentativo.

Successivamente è possibile compiere il processo inverso (sempre attraverso lo stesso smart contract) e ritirare l’importo della garanzia originale. DAI è la stablecoin più importante in questa categoria che fa uso di questo meccanismo. Questo è realizzato utilizzando una posizione di debito collateralizzato (CDP) tramite MakerDAO per garantire le attività come garanzia sulla blockchain.

Le crypto-collateralized stablecoin sono in genere sopra-collateralizzate per fornire ulteriore sicurezza contro le fluttuazioni dei prezzi tra le criptovalute coinvolte. Per esempio, se si desidera acquistare $1,000 della stablecoin DAI, si avrà bisogno di depositare $2,000 di valore di ETH – questo equivale ad una collateralizzazione del 200%. Se il prezzo di mercato dell’ETH scende ma rimane al di sopra di una soglia prestabilita, l’eccesso di garanzie ammortizza il prezzo del DAI per mantenere la stabilità. Tuttavia, se il prezzo dell’ETH scende al di sotto di una soglia prestabilita, la garanzia viene rimborsata nel contratto smart per liquidare il CDP.

3) Algorithmic Stablecoins

Gli stablecoin algoritmici non usano fiat o criptovaluta come garanzia. La loro stabilità dei prezzi deriva dall’utilizzo di algoritmi specializzati e contratti intelligenti che gestiscono la fornitura della criptovaluta in circolazione. Un sistema algoritmico stablecoin ridurrà il numero di coin in circolazione quando il prezzo di mercato scende al di sotto del prezzo della valuta fiat a cui intende essere aggianciata. In alternativa, se il prezzo del coin supera il prezzo della moneta fiat con cui intende mantenere la parità, nuovi coin entrano in circolazione per spingere il valore della stablecoin verso il basso.

4) Commodity-Backed Stablecoins

Gli stablecoin garantiti da materie prime sono garantiti da beni fisici come metalli preziosi, petrolio e immobili. Il prodotto più popolare per collateralizzare è l’oro, che viene utilizzato, per esempio, come collaterale in Tether (XAUT) e in Paxos (PAXG), due delle stablecoin più liquide. Tuttavia, è importante ricordare che anche queste materie prime possono fluttuare nel prezzo.

L’ecosistema Terra-Luna e la Stablecoin UST

La Luna Foundation Guard (LFG) è un’organizzazione senza scopo di lucro con sede a Singapore. La LFG è la creatrice di Terra. Quest’ultima è una blockchain decentralizzata, open-source e costruita per supportare tanto Fiat-backed quanto Algorithmic stablecoin. Tra queste vi è TerraUSD (UST).

Il valore della stablecoin di Terra (UST) è mantenuto attraverso un sistema di incentivi di arbitraggio, operazioni di mercato aperto, e le leve di protocollo dinamiche che mantengono la stabilità del cambio e la scalabilità della sua fornitura senza un controllo centralizzato. Questo è realizzato principalmente dal design del protocollo Terra e ad al suo token nativo LUNA, il quale consente di effettuare staking, prendere decisioni di governance ed essere utilizzato come asset di riserva (in quanto viene scambiato sul mercato).

In teoria, questi meccanismi dovrebbero garantire che il valore di $1 di UST possa essere utilizzato per coniare $1 di LUNA, la quale funge da riserva, ammortizzando quindi la volatilità di UST.

In concreto quando il prezzo di UST supera 1$, il protocollo brucia 1$ di LUNA e crea 1 UST corrispondente in modo da aumentarne l’offerta e quindi abbassarne il prezzo. Di conseguenza, il prezzo di LUNA sale perché il bene diventa più scarso.

Al contrario, quando il prezzo di UST scende sotto 1$, il protocollo vende 1 UST per acquistare 1$ di LUNA. UST diventa così più scarso e quindi di maggior valore, avvicinandosi a 1$.

Per rafforzare le garanzie e resistere a eventuali pressioni speculative la LFG aveva recentemente comprato $3.5 miliardi di Bitcoin come ulteriore riserva per sostenere un eventuale speculazione sulla stablecoin.

...
News dai Mercati
Tra innovazione e paure: i Bitcoin a corso legale arrivano in Africa
...
News dai Mercati
Elon Musk acquista Twitter: progetti e implicazioni sui mercati [VIDEO]
...
News dai Mercati
Stop al petrolio russo. Cosa succede ai mercati? [VIDEO]