Tra innovazione e paure: i Bitcoin a corso legale arrivano in Africa

Le criptovalute arrivano nel 180° paese al mondo per reddito pro capite.

Svolta epocale in Africa, la Repubblica Centrafricana è infatti diventato il secondo Stato nazionale a scegliere il Bitcoin come valuta ufficiale insieme al franco CFA, dopo El Salvador, che ha intrapreso questa strada circa un anno fa.

Ma qual è la situazione in Africa e perché è stata presa questa decisione?

Crypto in Africa: cosa succede

Dopo l’enorme sviluppo avuto negli ultimi anni, le criptovalute hanno conquistato anche l’Africa.

L’ufficialità è arrivata giovedì 28 aprile, quando l’Assemblea nazionale ha votato la legge che disciplina la criptovaluta.

La riforma è nata da una proposta fatta dal Ministro dell’Economia digitale e del ministro delle Finanze di Bangui e istituisce l’utilizzo delle crypto come mezzo di pagamento in tutta la Repubblica.

Le tempistiche e le modalità non sono ancora state rese note ma lo stesso presidente Touadera ha dichiarato che la Repubblica Centrafricana con questa scelta diventerà uno dei Paesi più visionari del mondo e che s’impegnerà a fare tutto il possibile per adottare il più velocemente possibile la nuova valuta.

La situazione del Paese

La mossa della Repubblica Centrafricana di adottare il Bitcoin come valuta ufficiale ha di certo sorpreso tutti dal momento che il Paese, oltre a essere sconvolto dalla guerra civile da circa dieci anni, è considerato dalle Nazioni Unite come il secondo Paese meno sviluppato al mondo, tanto che la maggior parte dei cittadini vive con meno di un dollaro al giorno.

Ciò che rende più perplesso è che la Repubblica Centrafricana, in questo modo, avrà due valute a corso legale: il franco CFA, valuta pegged cioè ancorata al valore dell’Euro, che limita la libertà monetaria del paese e il Bitcon.

Inoltre, per poter effettuare transazioni tramite la blockchain serve avere dei soldi e una connessione a internet, cosa molto difficile a quelle latitudini, tanto che dei quasi sei milioni di abitanti, a malapena il 10% ha accesso a internet.

Per questi motivi, nonostante l’approvazione ufficiale ricevuta, molte persone non sono d’accordo con la strada intrapresa, tanto che una radio locale ha dichiarato che dei parlamentari della commissione Finanze dell’Assemblea Nazionale hanno protestato vivacemente contro la riforma.

Questo processo, secondo alcuni, potrebbe favorire il riciclaggio di denaro internazionale, incrementando il commercio illegale di oro e diamanti e finanziare alcune attività terroristiche legate alla guerra civile, che sconvolge ormai da anni il Paese.

Questi dissensi potrebbero influire molto negativamente sull’introduzione delle crypto, questo in quanto comprometterebbero gli aiuti internazionali. Questi ultimi si sono severamente negli ultimi due anni a causa della mancanza di trasparenza, da parte del governo, sulla spesa fatta in armi e con lo scopo di alimentare il conflitto interno.

Perché la RCA ha intrapreso questa strada?

Quello che in molti si chiedono è il perché un Paese così povero decida di utilizzare Bitcon come valuta ufficiale. La risposta potrebbe risiedere nel fatto che la Repubblica Centrafricana stia tentando di attrarre liquidità e capitali di investimento da tutto il mondo. In questo modo, vista la mancanza di un sistema bancario diffuso sul territorio e la condivisione con altri paesi della sede centrale nella capitale del Camerun, tutti i soldi saranno versati in maniera più semplice su portafogli digitali.

Inoltre, la RCA, come detto in precedenza, fino ad ora ha utilizzato l’ex Franco Coloniale, moneta in cambio fisso con l’euro e la cui convertibilità è garantita dalla Banca Centrale della Francia.

Possibili sviluppi prossimi giorni

Nei prossimi giorni arriverà la risposta del Fondo Monetario Internazionale (FMI), che, un anno fa, aveva già criticato aspramente El Salvador per la sua scelta.

Nella giornata di giovedì 28 aprile, inoltre, il FMI ha pubblicato un dossier sulla Repubblica Centrafricana, che segnalava i progressivi miglioramenti per quanto riguarda guerra civile.

Nonostante questo, le organizzazioni internazionali, in un periodo complicato come quello attuale, prima di dare delle approvazioni saranno molto scrupolose, soprattutto per paura che dietro a questo inaspettato sviluppo tecnologico, ci sia Putin.
Perché? Dal 2018 in Centrafrica è stanziato il Gruppo Wagner, un contingente paramilitare russo, formato da mercenari, ex poliziotti, ex militari ed ex membri delle forze di sicurezza sovietiche e russe, alleato del governo centrale
Questo gruppo è accusato di vari crimini di guerra, e per questo motivo, alcuni analisti come Thierry Vircoulon, ricercatore presso l’Istituto francese di relazioni internazionali, pensa che questo potrebbe essere un modo da parte della Russia di aggirare le sanzioni subite negli ultimi mesi tramite l’utilizzo delle crypto.

Attualmente, è complicato capire la possibile diffusione a livello commerciale per il Bitcoin, data la scarsezza delle infrastrutture necessarie nel Paese, ma nelle prossime settimane la situazione potrebbe diventare più chiara.

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