Il significato di Valore Nominale in Finanza: un focus sulle azioni

Cos’è il valore nominale e cosa comporta per le azioni. Ecco cosa bisogna sapere.

Cos’è il valore nominale delle azioni 

Il valore nominale di un’azione è la frazione di capitale sociale rappresentata da una singola azione. Non coincide con il valore di emissione – in quanto le azioni possono essere emesse per una somma superiore al valore nominale – né con il valore reale e il valore di mercato del titolo, che invece esprime il valore riconosciuto dal mercato e quindi il prezzo a cui effettivamente viene scambiato quell’asset.

Per i titoli obbligazionari, il valore nominale è il valore al quale l’emittente si è impegnato a rimborsare il titolo alla scadenza ed è l’importo su cui si calcolano gli interessi. Rimane invariato nel tempo e non è influenzato dalla situazione patrimoniale dell’emittente.

Nel caso delle azioni, invece, può cambiare solo mediante una delibera di modifica dell’atto costitutivo che implichi un frazionamento o un raggruppamento di azioni.

Un esempio

Prendiamo ad esempio una società con un capitale sociale da 50mila euro. Il capitale sociale può essere suddiviso in 10mila azioni. Il valore nominale si calcola dividendo 50mila per 10mila, che equivale quindi a 5 euro per azione.

Invece, nel caso di un’obbligazione a tasso fisso, con una cedola al 2,5% e con un valore nominale di 100 euro, il soggetto che la sottoscrive percepirà – al momento dello stacco della cedola – un interesse calcolato sul valore nominale che quindi sarà pari al 2,5% di 100 euro, ovvero 2,5 euro.

Azioni senza valore nominale

Esistono però anche azioni senza l’indicazione del valore nominale (articolo 2346 del Codice Civile), che può tuttavia essere ricavato dividendo l’ammontare del capitale sociale nominale per il numero di azioni emesse.

La differenza tra azioni con e senza valore nominale consiste proprio nel diverso metodo di calcolo della quantità di diritti che spettano ai soci: il valore delle azioni non è determinato con riferimento alla frazione del capitale sociale rappresentato, ma dal loro numero in rapporto al totale delle azioni emesse.

Nel caso di azioni senza indicazioni del valore nominale non avremo quindi un valore assoluto ma una percentuale sul capitale. Ciò comporta, ad esempio, una semplificazione nelle operazioni sul capitale societario, poiché possono essere compiute senza la necessità di apportare variazioni al capitale nominale.

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