Investire in Obbligazioni: cosa c’è da sapere per orientarsi sul mercato [VIDEO]

Emesse da Stati e imprese, le obbligazioni sono titoli presenti in milioni di portafogli. Ecco come orientarsi sul mercato obbligazionario.

Tra le tante sfaccettature dell’universo finanziario, un investitore si trova – per cominciare – a guardare due galassie: azionario e obbligazionario. Ma come funzionano le obbligazioni? E quali consigli conviene seguire per investire?   

Cosa sono le obbligazioni

Le obbligazioni sono strumenti finanziari “di credito”, perché chi li acquista di fatto presta denaro a chi li emette. Alla scadenza, l’investitore riceve il rimborso del capitale e un interesse.   

Tutte le obbligazioni hanno un emittente (uno Stato o, nel caso dei corporate bond, un’azienda), una scadenza (fissata già nel momento dell’acquisto) e un tasso d’interesse (fisso o variabile in base alle condizioni di mercato).  

Come detto, le obbligazioni sono una galassia, non solo perché l’offerta è ampia ma anche perché è costituita da titoli con caratteristiche diverse. Le obbligazioni più diffuse sono quelle ordinarie: in caso di liquidazione o fallimento dell’emittente permettono di avere accesso prioritario al rimborso. Chi invece deve attendere in fila dopo i creditori primari è in possesso di obbligazioni subordinate: questa caratteristica implica un rischio più alto e come conseguenza, un potenziale rendimento maggiore.   

Tra le altre tipologie di obbligazioni ci sono quelle convertibili (che permettono, alla loro scadenza, di trasformare il titolo in azioni) e quelle strutturate (che includono un contratto derivato che dà accesso a diverse opzioni).

Come investire in obbligazioni: qualche consiglio

Le obbligazioni possono essere acquistate sul mercato primario (cioè al momento dell’emissione, pagando direttamente l’emittente) o secondario (in un secondo momento, da chi detiene i titoli). Per orientarsi, è bene rispettare alcuni consigli, che in buona parte valgono per tutti gli investimenti.

Il primo, più che un consiglio è un mito da sfatare. È vero che le obbligazioni sono, di solito, titoli piuttosto sicuri, ma il rischio zero non esiste. In caso di fallimento, l’emittente non rimborserà il capitale.

Come per ogni altro investimento, anche per le obbligazioni c’è quindi una relazione tra rischio e rendimento. Per individuare il primo, è necessario guardare al rating, cioè alla valutazione che le agenzie specializzate danno a un titolo e al suo emittente (da molto sicuro a insolvente). Farsi allettare da ritorni corposi potrebbe quindi essere un errore. Meglio, come sempre, cercare il giusto equilibrio tra rischio e rendimento, anche alla luce di un’altra variabile: il tempo. Più la scadenza è lontana, più aumentano rischio e rendimento.

Altra regola che vale per ogni investimento, obbligazionario compreso: è bene diversificare. Combinare titoli differenti per settore, geografia, valuta permette di non dipendere da una sola leva di rendimento. E quindi di ridurre il rischio: sarà infatti meno probabile che Stati e imprese governati da tendenze divergenti falliscano nello stesso momento. 

Occhio poi ai tassi di riferimento: i tassi di interesse che le banche centrali applicano alle banche per i prestiti e che hanno un impatto diretto sul rendimento. Per esempio, quando i tassi salgono, le nuove emissioni dovrebbero diventare più redditizie e per vendere quelle già in suo possesso, un investitore dovrebbe quindi accettare un prezzo più basso.

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