I Piani di Accumulo Capitale (PAC) spiegati passo per passo

I Piani di Accumulo Capitale (PAC) sono piani d’investimento in fondi comuni che, grazie alle loro caratteristiche, si rivolgono a una platea ampia e variegata. Ma quali sono le peculiarità dei PAC?

Cosa sono i Piani di Accumulo Capitale

La principale caratteristica che definisce i Piani di Accumulo Capitale sta nella graduale crescita dell’investimento. Il capitale viene rimpolpato con versamenti periodici, secondo frequenze e cifre prefissate (ma modificabili). Prefissata è anche la scadenza del piano, più o meno distante a seconda delle esigenze dell’investitore. 

Come tutte le forme di risparmio gestito, ci sono delle spese di gestione da sostenere, che di solito si concentrano nella fase iniziale del piano per poi alleggerirsi. Possono essere previsti costi d’ingresso e costi legati a un’uscita anticipata.

Vantaggi dei Piani di Accumulo Capitale

Uno dei punti forti dei PAC sta nella loro flessibilità. Ecco alcuni vantaggi che offrono i Piani di Accumulo Capitale a chi investe con questo modello. 

  • Possibilità di coprire orizzonti brevi o medio-lunghi (anche se questi ultimi sono decisamente più frequenti); 
  • Possibilità di investire un capitale minimo iniziale contenuto;
  • Possibilità di variare la frequenza e l’ammontare dei versamenti;
  • Possibilità di modulare (e rimodulare) la composizione dell’investimento, in modo da spingere su rendimenti attesi più elevati o su investimenti che minimizzino il rischio.    

Perché i PAC aiutano chi inizia ad investire

La possibilità di accumulare gradualmente capitale disinnesca i rischi d’investimento legati alla volatilità e alle tempistiche d’esordio. Anche nel caso in cui si scegliesse di avviare il PAC in un momento infelice, procedere per piccoli passi ammortizzerebbe le potenziali perdite. Il timing di partenza, quindi, ha un peso minore rispetto ad altri strumenti.

L’accumulo graduale e un orizzonte fissato aiutano inoltre a superare i rischi dovuti all’emotività. Avere davanti a sé un traguardo definito evita infatti errori dettati dal panico o dall’eccessivo ottimismo. In poche parole: limita gli inconvenienti legati all’impulsività nelle scelte di investimento.

I Piani di Accumulo sono adatti a tutti?

Come in ogni investimento, la bussola che guiderà nella scelta delle diverse opzioni è l’esigenza dei clienti. Chi è più giovane, in età lavorativa e con un capitale disponibile contenuto tenderà ad avere l’obiettivo di creare un patrimonio nel tempo (anche a qualche decennio di distanza), accettando rendimenti annuali e rischi mediamente più bassi.

Chi invece dispone di un capitale importante potrebbe utilizzare i PAC per spalmare gli acquisti e ammortizzare il rischio di timing, scegliendo però orizzonti più brevi, associati a rendimenti e rischi mediamente più elevati. 

Esempio di investimento in PAC

L’investitore esordisce con un capitale iniziale di 5.000 euro e decide di versare 100 euro al mese per 15 anni. Al termine del piano di accumulo avrà un capitale complessivo di 23 mila euro, cui andrà aggiunto l’apprezzamento in conto capitale maturato nel tempo (al netto dei costi spalmati sul periodo).

...
Guida all'Investimento
MWRR e TWRR: come calcolare le performance degli investimenti
...
Guida all'Investimento
Iniziare a investire: i 5 comportamenti da evitare
...
Guida all'Investimento
Obbligazioni e Azioni: qual è la differenza tra i due titoli finanziari?