NFT e Crypto Art, una Nuova Frontiera nell’Industria Creativa

I “non fungible token” hanno creato dal nulla un mercato, quello dell’arte “crypto”. Ecco che cos’è e come funziona.

Nel mondo digitale, come si fa a riconoscere un’opera originale, quantificare il suo valore e permettere agli autori di monetizzarlo? La questione non è semplice. Se da un lato con il digitale si possono creare opere di valore o molto popolari, dall’altro è vero che – rispetto a un quadro o a una scultura – falsificazione è più semplice: basta (letteralmente) un copia-incolla. Oltretutto, un dipinto originale ha un impatto diverso rispetto a una stampa, mentre questa differenza non sussiste per opere che compaiono sempre e comunque su un display. Per questo sono nati gli NFT: provare, grazie alla blockchain, a certificare il concetto di autenticità nel mondo digitale.

Cosa sono gli NFT e come attestano l’unicità di un’opera 

NFT sta per “non fungible token”, letteralmente “unità di valore digitale non fungibile”. Cosa vuol dire? I token sono “gettoni” utilizzati nel mondo crypto per acquistare beni o utilizzare servizi. Proprio come per le monete fisiche tradizionali, sono intercambiabili perché possono essere utilizzati in modi diversi ma hanno tutti lo stesso valore nominale: è una caratteristica delle criptovalute come degli euro. Gli NFT, invece, non sono “fungibili” perché rappresentano un gettone che identifica un’opera unica che, come tale, non può essere intercambiabile.

Potremmo dire, in sintesi, che si tratta di un certificato che attesta l’unicità dell’opera, ma con due grandi differenze rispetto alle opere artistiche tradizionali:

1.   il concetto di proprietà. Facciamo un esempio: nel momento in cui acquisto un quadro di Monet, se ce l’ho io, nessun altro può averlo. Pago il prezzo d’acquisto al precedente proprietario e incasso in caso di vendita o sfruttamento dell’opera. Nel caso degli NFT, invece, chi acquista un non fungible token non è il proprietario ma è il detentore del certificato di autenticità verificabile. In pratica non si impedisce la riproducibilità ma si possiede l’esemplare di valore tra tante copie identiche.

2. la verifica dell’autenticità. Nel caso degli NFT, la certificazione non è determinata dalla firma e da un perito, ma dalla tecnologia: tutto, infatti, è riportato dalla blockchain, il libro mastro digitale che traccia le transazioni dei token. Così come, grazie a questo registro, una moneta immateriale è all’interno di un solo portafoglio per volta, allo stesso modo un NFT ha uno e un solo detentore (o un gruppo di detentori nel caso in cui il gettone sia frazionabile).

Un nuovo mercato: cos’è la Crypto Art e come funziona

Gli NFT sono lo strumento attraverso il quale può proliferare la cosiddetta crypto-art, cioè l’arte che poggia sulla crittografia (e sulla tecnologia blockchain in particolare). La presenza di certificati per opere che, fino a poco fa, non potevano essere distinte tra originale e copia apre un nuovo mercato. Tutto, se venduto come non fungible token, ha potenzialmente un valore: un’immagine Jpeg, un tweet, un meme, una gif, un audio.

Se l’industria discografica e quella cinematografica sono sempre state protette dal diritto d’autore per poi trovare una strada legale e monetizzabile anche per la diffusione online, tutta questa gamma di contenuti “nativi digitali”  commercialmente è sempre valsa zero. Adesso, invece, le opere arrivano a valere milioni, come dimostra per esempio “Everydays: the first 5000 days”: un Jpeg, cioè un’immagine digitale (per quanto molto complessa) battuta da Christie’s per 69,3 miliardi di dollari.

La funzione, almeno teorica, degli NFT è chiara: permettere di remunerare gli autori di opere digitali, attraverso la vendita diretta ma non solo. Sarebbe possibile, ad esempio, incassare una percentuale predeterminata (sempre via blockchain, attraverso i cosiddetti smart contract) sulle future vendite.

Le domande sono ancora tante: c’è chi parla di rivoluzione, chi di speculazione e chi di bolla, alimentata da chi ha crypto-milioni da spendere. Al momento non ci sono risposte certe, ma un fatto: non sappiamo come andrà a finire, ma è senz’altro evidente come  sta crescendo un mercato che fino a pochi mesi fa non esisteva.

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