Le cause dell’oscillazione di Bitcoin: come comportarsi

Picchi a ribasso di crypto possono capitare, l’importante è mantenere sempre la calma.

Nella settimana del 9 maggio 2022 un crollo del Bitcoin ha sconvolto il mercato. In un momento così complicato, dove solitamente il panico prende il sopravvento, come bisogna comportarsi?

Crollo del Bitcoin: la storia

Come detto in precedenza, il Bitcoin è sceso sotto i 27.000$, un prezzo mai così basso da luglio 2021. Tuttavia con il Bitcoin che crolla — a causa di un’elevata correlazione — le altre valute digitali potrebbero avere la tendenza a fare lo stesso.

Assistere a una fase in cui il BTC crolla, però, non è affatto inusuale, anzi. Diversi sono stati gli esempi anche nel recente passato:

  • 2013: quando le criptovalute non erano ancora in voga come oggi, il Bitcoin ebbe il suo primo vero crollo. Dopo essere salita da 13$ e circa 220$, un valore record per quegli anni. Tuttavia, il momento d’oro durò molto poco: pochi giorni dopo il prezzo del BTC perse oltre la metà del suo valore, fermandosi soltanto una volta raggiunta quota 70 dollari.
  • 2014: il prezzo del Bitcoin lievita superando i mille dollari. L’intermediario che gestiva più del 70% al mondo dichiara il fallimento denunciando la perdita di 850.000 Bitcoin. La chiusura di Mt. Gox provocò quindi molta paura che porto in pochi giorni un -30% al prezzo di Bitcoin.
  • 2017: dopo alcuni anni in cui la popolarità dell’oro digitale era in forte aumento, il suo prezzo cominciò a subire un grande rialzo. Il prezzo superò la quotazione di $5.000 e successivamente di 10.000$. Il valore arrivò fino a quota 20.000$, crollando poco dopo a 3.500$.
  • 2020: dopo un periodo di grande notorietà, il Bitcoin crolla a causa dell’impatto sul mercato del Coronavirus. Tra timore ed incertezza il prezzo del BTC toccò quota 5.000$.

Insomma, una storia travagliata fatta di alti e bassi che sottolinea la resilienza di Bitcoin.

Quali sono i motivi dell’oscillazione delle crypto?

In generale, i principali fattori che non rendono di facile gestione le criptovalute, sono:

  • Volatilità: le crypto subiscono molte oscillazioni e questo rende il portafoglio instabile.
  • Regolamentazione: spesso alcune dichiarazioni inaspettate delle autorità di vigilanza, contrarie o diffidenti del mondo cripto, mandano in agitazione il mercato provocando svendite e relativi ribassi.
  • Speculazione: dopo un lungo periodo di rialzo capita che alcuni grossi investitori mettano in atto la cosiddetta “presa di posizione”. Quest’ultima consiste nel chiudere le posizioni ed incassare i relativi profitti. La chiusura di un gran numero di operazioni, in un breve lasso di tempo, porta ad un ribasso delle criptovalute.
  • Panic Selling: una delle reazioni più frequenti, in particolare dei neofiti del mercato, è quella di correre a vendere ai primi ribassi. L’ansia e l’agitazione collettiva possono creare una vendita a catena che provoca il crollo dei prezzi.

Una situazione così incerta può sicuramente spaventare tutti coloro che hanno deciso di entrare nel mondo Crypto. L’importante, però, è non farsi prendere dal panico. I crolli come spiegato in precedenza, ci sono stati e sempre ci saranno.

Come si può evitare di cedere ai propri timori vendendo le proprie valute digitali? Ecco alcuni consigli:

Informati

Conoscere l’argomento e il contesto è passo necessario per intraprendere azioni consapevoli e lungimiranti. Studiare i propri acquisti ed i progetti alle spalle di ciascuna criptovaluta è sicuramente una buona prassi per ridurre i rischi.

Stabilisci una strategia ex-ante

Se decidi di procedere con un acquisto prova a stabilire delle soglie a cui vorresti vendere o ripetere l’acquisto. Non prendere queste decisioni sul momento, sarai facilmente preda delle tue emozioni.

Prefissati sempre obiettivi a lungo termine

Quando si comprano queste valute digitali si deve sempre pensare al lungo termine. L’idea di diventare ricchi in poco tempo è solo un miraggio che porta a grosse delusioni.

Valuta i rischi a cui decidi di esporti

Le crypto sono soggette a grande speculazione, per questo motivo non sono l’acquisto adatto ai “deboli di cuore”. Come in tutti gli impieghi di capitale, bisogna mettere in conto la possibilità di subire delle perdite.
Rischiare solo ciò che ci si può permettere di perdere aiuterà a non farsi prendere dall’agitazione nelle fasi ribassiste del mercato.

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