Gli Automated Market Maker (AMM) e il Loro Ruolo nel Mondo DeFi

Gli AMM registrano costantemente volumi competitivi e un numero crescente di utenti.

Dopo aver approfondito i Decentralized Exchange (DEX) ora è bene affrontare il tema del market making nella sua versione DeFi.

Ma che cos’è un Automated Market Maker (AMM)? Come funziona? Come si colloca nell’ecosistema DeFi?

Il Market Making: che cos’è

Per prima cosa facciamo chiarezza sull’attività di Market Making nella finanza tradizionale. Da definizione di Borsa Italiana il market maker è un “Intermediario che si assume il compito di garantire, in via continuativa, la negoziabilità di determinati titoli”.

La figura del market maker è in realtà molto simile a quella del dealer in quanto, entrambi i soggetti si impegnano a esporre proposte impegnative di acquisto e vendita su determinati titoli, cioè quelli che in gergo tecnico vengono chiamati prezzo denaro e prezzo lettera.

Tuttavia, mentre al dealer è consentito, in via del tutto discrezionale, sospendere per un certo periodo l’esposizione delle proposte negoziali, il market maker è obbligato a garantire senza interruzioni la possibilità di scambiare determinate quantità minime del titolo o dei titoli sui quali si è impegnato.

La remunerazione per la sua attività può derivare sia da un compenso che l’emittente del titolo paga per assicurare la presenza di un mercato per il titolo, sia dal differenziale dei prezzi a cui si rende disponibile ad acquistare e vendere il titolo a mercato.

Automated Market Making (AMM), di cosa stiamo parlando?

L’automated market making (AMM) non è altro che il tentativo di ricreare, in ambito DeFied in maniera decentralizzata, l’attività del market maker tradizionale.

In particolare, nel mondo decentralizzato l’attività del market maker invece che essere svolta da un’istituzione finanziaria viene solitamente svolta da un liquidity pool. Quest’ultimo consiste in un insieme di fondi, bloccati su uno smart contract, utilizzati secondo le regole dello smart contract stesso. Questo, può essere quindi programmato affinché inserisca in un DEX, ordini di acquisto e vendita in funzione dell’andamento del mercato.

Un’altra tipologia di AMM è quella che si basa su un liquidity pool che consiste in due diversi crypto/token. In questo caso lo smart contract è programmato affinchè il valore totale della liquidità presente nel pool sia sempre costante. L’automated market making pone quindi sul mercato le proprie offerte a prezzi che riflettono l’abbondanza o la scarsità dei token presenti nel liquidity pool.

La remunerazione ottenuta tramite i bid-ask spread sarà poi retrocessa agli stessi partecipanti del pool che in prima istanza avevano fornito la liquidità tramite l’immissione delle relative crypto/token.

Non dimentichiamo tuttavia che vi sono anche dei rischi nel fornire la liquidità al pool:

il valore dei beni forniti continua ovviamente a variare, i fondi potrebbero non essere immediatamente redimibili e lo smart contract potrebbe avere dei bug che potrebbero essere sfruttati.

In conclusione: cosa ci aspetta dagli AMM

Gli AMM sono ancora agli inizi e permettono di costruire mercati in modo semplice ed efficace, anche se presentano delle carenze rispetto agli scambi di ordini, tanto che l’innovazione complessiva che offrono allo spazio delle crypto è piuttosto vantaggiosa.

Attualmente, quelli più conosciuti, sono Uniswap, Curve e PancakeSwap.

In futuro è probabile che lo sviluppo di AMM più sofisticati consentano di raggiungere commissioni più basse ed una migliore liquidità per ogni utente DeFi.

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