Private Markets: asset alternativi per esigenze tradizionali [VIDEO]

In un periodo incerto come quello legato alla guerra è importante trovare un’alternativa agli investimenti tradizionali.

La Guerra in Ucraina scoppiata nelle ultime settimane, ha fatto ripiombare l’Europa in incubi che si pensavano superati dopo la Seconda Guerra Mondiale e ha reso quasi impossibile parlare del valore degli investimenti, spingendo a dislocazioni di capitale spesso prive di sensatezza.

Cosa sta accadendo ai mercati e come si può reagire una situazione delicata come questa?

Crisi Russia-Ucraina: cosa succede ai mercati

Il conflitto tra Russia e Ucraina scoppiato per la riconquista delle due regioni separatiste Donetsk e Luhansk, da parte di Putin, ha sconvolto ampiamente i mercati.

La durata e la grandezza del conflitto determineranno le conseguenze economiche sia in termini di crescita sia di inflazione, esattamente come successo nel caso della Guerra Fredda, dove solo un nuovo equilibrio pose fine al conflitto.

Questa situazione porta a evidenti fenomeni di svalutazione e produttività, tanto che le Banche Centrali stanno spingendo a proseguire nella rimozione degli stimoli monetari nonostante le incertezze del nuovo scenario.

Nel frattempo, la politica fiscale sta dando priorità alla ridistribuzione della spesa pubblica su difesa e politica energetica e dovrà fare i conti con i deficit di bilancio.

Lo scenario di breve periodo per gli investimenti si è fortemente deteriorato e solo una rapida stabilizzazione in termini geopolitici potrà ridare speranze ai mercati finanziari che attualmente sono obbligati a fare i conti con una situazione che non avevano previsto, dovendo mitigare l’inflazione che rimane ai livelli più alti da generazioni.

Inoltre, tutte le asset class sono minacciate dalla risalita dei tassi e per questo motivo diversificare in questo contesto diventa complicato, anche se si possono trovare alcune alternative valide.

Che cos’è il Private Markets: una definizione

Un’alternativa agli investimenti tradizionali, utile in questo complicato periodo, è il Private Markets, insieme di prodotti non quotati sui mercati regolamentati.

A differenza dei titoli quotati, questi strumenti non possono essere liquidati in qualsiasi momento. Tuttavia, è bene ricordarsi che spesso per creare valore, senza guardare solo ai prezzi, c’è bisogno di un capitale paziente, ovvero, di poter investire in aziende sane, nei tempi corretti e magari rinunciando alla liquidabilità immediata dell’investimento.

Anche se il rendimento dei Private Markets ha un orizzonte temporale molto più lungo, non subisce la stessa volatilità del mercato pubblico perché sfrutta le asimmetrie tipiche delle asset class reali. Inoltre, grazie alle elevate barriere all’ingresso di questi mercati, gli investitori privati possono ambire a profitti generalmente non perseguibili e a diversificare il proprio portafoglio, efficientandolo.

Asset alternativi: come investire in Private Markets

Per i motivi appena descritti, varie tipologie di mercati privati negli ultimi tempi stanno rimpiazzando strumenti tradizionali, collegando il concetto di valore alla stabilità dell’investimento. Si calcola, infatti, che nei prossimi tre anni questi investimenti supereranno i 10.000 miliardi di dollari, arrivando a un volume di circa 23 trilioni di dollari, pari al 20% dell’attuale capitalizzazione delle principali Borse mondiali.

Investire sui mercati privati significa investire in aziende non quotate o in asset reali, principalmente attraverso i seguenti strumenti:

  • Private Debt, consente di pagare direttamente il debitore, riducendo l’attività d’intermediazione con il canale bancario classico e creando quell’aumento di rendimento che sarebbe impossibile da raggiungere sul mercato quotato;
  • Private Equity, permette la partecipazione diretta al capitale di rischio di un’azienda;
  • Fondi Immobiliari e Infrastrutturali, acconsentono di utilizzare il capitale per finanziare lo sviluppo residenziale, commerciale o infrastrutturale.

Questi strumenti finanziari, in Italia, trovano supporto in due provvedimenti specifici:

  1. Nei PIR alternativi, che favoriscono grandi agevolazioni fiscali per chi mantiene i fondi per almeno 5 anni.
  2. Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che porterà più di 190 miliardi, in particolare, su quella fetta di economia formata da piccole e medie imprese non ancora quotate.

In sintesi, i Private Markets tentano di spostare l’attenzione dal concetto di prezzo di breve periodo a quello di valore di lungo periodo.
Anche se prezzo e valore sono due cose distinte, in realtà sono concetti correlati tra loro, come ci ricorda la frase del famoso economista Warren Buffet presa in prestito dal suo mentore Benjamin Graham: “il prezzo è quello che paghi. Il valore è quello che ottieni”.

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