Mercati: tra inflazione e strategie alternative [VIDEO]

Come superare questa fase? Con un approccio selettivo e attento ai fondamentali.

Il 2022 è un anno che sin dai primi mesi ci sta abituando a grandi cambiamenti: gravi eventi geopolitici e non, come la guerra in Ucraina e il Covid in Cina, stanno contribuendo a spingere l’inflazione e i tassi su livelli strutturalmente più alti.

La legge di Murphy recita che se una cosa può andare peggio lo farà e per questo motivo se non fossero bastate da sole la guerra in Ucraina e il Covid in Cina ad alimentare timori, anche un’inflazione persistente e banche centrali in ritirata hanno aggiunto benzina sul fuoco. Il risultato è stato una «tempesta perfetta» sui mercati finanziari.

Ma quali sono i temi che hanno contribuito al proliferarsi di questi eventi e quali sono le opportunità per il futuro?

Cos’ha portato a questo “Cambio di Paradigma”?

Innanzitutto, occorre considerare le aspettative di inflazione nell’economia reale, i cosiddetti segnali congiunturali, cioè quelli che derivano dall’economia e dalle aspettative degli imprenditori. Infatti, è importante sottolineare come l’inflazione non derivi solo dall’eccesso della domanda sull’offerta, ma dalle aspettative di inflazione futura che attualmente sono ai massimi livelli storici. 

Come secondo tema non si può non parlare del fattore geopolitico e quindi del nuovo volto che sta assumendo la guerra: non si tratta più di un conflitto lampo, ma di uno destinato a durare per molti mesi ancora. Dal punto di vista economico, le pesanti sanzioni subite dalla Russia, si ripercuoteranno anche sul nostro Paese e non termineranno molto in fretta, anzi si rafforzeranno, come ci insegna la storia con le sanzioni a Cuba, Venezuela e in Iran.

Questo porterà ad avere un Paese il cui peso politico divergerà sempre più da quello economico e quindi andremo incontro ad un mondo sempre più de globalizzato.

Per ultimo non possiamo non considerare il fattore pandemico che ha sconvolto tutti con nuovi lockdown a intermittenza, più o meno forti, che di fatto hanno congestionato il lato dell’offerta. Infatti, proprio negli ultimi giorni a Shangai si sta vivendo una nuova quarantena che sta provocando dei colli di bottiglia e dei ritardi nelle consegne con conseguenze sull’aumento dei prezzi delle materie prime. 

Mercato: azioni intraprese

I cambiamenti descritti in precedenza raccontano di un mondo che dovrà fare i conti con tassi più alti e inflazione in salita, rilanciando in maniera ancora più forte il tema delle valutazioni nella fase di investimento. Occorre essere più selettivi e attenti ai fondamentali selezionando attivi con multipli più a buon mercato.

A livello di asset allocation, Banca Profilo ha preferito puntare sul mercato italiano che presenta opportunità interessanti sul mercato quotato e multipli ancora più a sconto sul mercato non quotato. Lì si va investire andando ad aggiungere dei benefici fiscali che derivano dalla struttura dello strumento con la quale s’investe, i cosiddetti PIR alternativi.

L’asset più vulnerabile è rimasto quello del credito ed è per questo che si è deciso d’investire in strategie alternative fatte di arbitraggi e alte barriere all’ingresso come ad esempio il private debt, uno strumento che genera una rendita consentendo allo stesso tempo di essere meno esposti alla volatilità, riducendo il mark to market ma richiedendo un capitale più paziente.

Sul mercato azionario, nonostante il contesto risulti essere il nemico principale della componente cosiddetto growth, ci sono trend di transizione che hanno in futuro la possibilità di affermarsi. È il caso delle infrastrutture, tradizionali ma sempre più anche digitali e di tutti i temi green legati alla transizione energetica che risponde non solo a obiettivi ambientali ma anche a obiettivi d’indipendenza energetica. 

Per concludere, in uno scenario che resterà fortemente incerto, fatto di tassi in salita, si preferisce avere un approccio selettivo attento ai fondamentali, preferendo investire in mercati privati, strategie alternative e trend di lungo periodo che guardano all’economia reale e permettono all’interno di un portafoglio di ridurre la volatilità che caratterizzerà ancora per molto questa fase di mercato.

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