Mercati tra il pacchetto fiscale di Biden e il Recovery Plan in Italia [VIDEO]

Tra i piani di stimolo di Biden negli USA e il lavoro italiano sulle riforme del Recovery Plan, scopri nel video lo scenario dei mercati nel mese di maggio.

Da una parte all’altra dell’Oceano, i governi occidentali sono all’opera per il rilancio delle economie nazionali con grandi immissioni di denaro pubblico. Nel suo primo discorso al Congresso, in occasione dei 100 giorni dall’insediamento alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha illustrato un pacchetto di spesa per la ripresa post Covid-19 da 4.000 miliardi. Un progetto ambizioso per rilanciare l’economia USA, che va dal maxipiano per le infrastrutture al nuovo pacchetto per le famiglie. 

Intanto, in Italia, il governo guidato da Mario Draghi ha spedito a Bruxelles il Recovery Plan da 248 miliardi e si avvia a varare i primi decreti di accompagnamento al piano, in vista del primo anticipo da 25 miliardi che potrebbe arrivare già entro l’estate.

Come gli USA, la Cina sta mostrando grandi segnali di ripresa rapida, al contrario dell’Europa più lenta. Ma Pechino mostra maggiore attenzione agli equilibri finanziari, con un atteggiamento meno espansivo rispetto a Washington. Grosse preoccupazioni però nascono dalla situazione di Huarong, il gigante dell’asset management finito al centro di scandali agli inizi dell’anno e ora alle prese con un problematico pagamento degli interessi del debito.

In ogni caso, sia gli USA sia la Cina avranno bisogno di materie prime, a partire dai microchip che scarseggiano a livello mondiale. Ma in un mondo bipolare sarà più complicato individuare i settori di crescita.

L’orizzonte americano

L’amministrazione Biden punta alla crescita e alla piena occupazione per gli Stati Uniti, a costo di imbarcare più inflazione. Per finanziare il rilancio economico, compreso il pacchetto per le infrastrutture da oltre 2.000 miliardi e l’impegno a tagliare del 50% le emissioni, il presidente americano ha annunciato una riforma fiscale che prevede l’aumento delle tasse per chi guadagna più di 400mila dollari e per le corporation, facendosi così anche capofila di una minimum tax globale per le imprese.

Gli aumenti delle tasse sui redditi delle società cancelleranno una parte degli sgravi introdotti nell’era Trump e saranno alzate anche le imposte sugli utili aziendali generati all’estero. Ma quale sarà l’impatto sul rendimento sul capitale investito (ROIC) e sui rendimenti azionari? Se tutto il resto rimane uguale, un aumento al 28% ridurrà al netto delle imposte il ROIC societario di 50bp, dal 4,9% al 4,4%. I rendimenti degli utili azionari statunitensi diminuiranno di soli 20 punti base dal 2,1% all’1,9%. Resteranno quindi ancora competitivi rispetto ai rendimenti reali di altre asset class.

La strada per l’approvazione del progetto infrastrutturale da parte del Congresso però non sarà facile con la maggioranza di un voto al Senato. Ma Wall Street continua la sua corsa grazie anche agli ottimi dati sul lavoro americano, che sta recuperando terreno e alla campagna di vaccinazione che avanza.

L’Italia e il Recovery Plan

Il governo Draghi ha spedito il suo Piano nazionale di ripresa e resilienza alla Commissione europea, che ora dovrà valutarlo. Il primo anticipo da 25 miliardi potrebbe arrivare già entro luglio.

Il commissario Ue agli Affari economici si dice ottimista sulla ripresa economica e parla di una crescita che potrebbe essere più forte del previsto, ma dovrà essere “sostenibile e duratura”. Nelle prossime previsioni economiche di primavera, per la prima volta la Commissione europea terrà conto anche dell’impatto dei piani nazionali sulla crescita di ciascun Paese.

Per il governo italiano ora comincia la lunga tabella di marcia per l’approvazione dei decreti e delle riforme connesse alla realizzazione del piano. I tempi sono serrati e qui verrà messa alla prova la maggioranza composita dell’esecutivo guidato da Draghi.

La Commissione europea dovrà reperire poi sui mercati il denaro del Next Generation Eu. “Non nutro alcun dubbio che sarà un successo”, afferma Gentiloni in un’intervista rilasciata a Il Messaggero. “Abbiamo raccolto quasi 100 miliardi di debito comune per il meccanismo Sure che finanzia schemi nazionali come la cassa integrazione, e la domanda dei nostri bond europei è stata 15 volte l’offerta. Lo stesso sono sicuro avverrà quando faremo gli eurobond per il Recovery”. L’incognita però sono i tempi di ratifica dei Parlamenti nazionali europei. In alcuni Paesi, come la Finlandia, non mancano le difficoltà.

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